Il mio programma elettorale

Ho scritto questo post 5 anni fa, in occasione delle precedenti elezioni politiche; lo ripropongo tale e quale, visto che per me è ancora attuale ho deciso di riproporlo, aggiornandolo con alcuni nuovi punti che per me sono irrinunciabili. Mi piacerebbe se qualcuno dei partiti/movimenti che partecipano alle elezioni ha nel proprio programma qualcosa del genere, anche perché non so ancora se e per chi votare…

In occasione delle prossime elezioni ripropongo il mio personale programma elettorale, che mi piacerebbe confrontare con esponenti dei diversi partiti che si presentano alla prossima tornata elettorale.

Il mio programma è incentrato su 3 4 aree di intervento:

Riforma della struttura amministrativa dello stato:

  • Accorpamento dei Comuni, in modo che abbiano almeno 15.000 abitanti, salvo che per esigenze di posizione geografica (isole, centri di montagna, etc.), ottenuti tramite la fusione degli esistenti comuni limitrofi.
  • Attivazione delle Aree metropolitane, come previsto dalla costituzione, che accorpano i comuni limitrofi, anche maggiori di 15.000 abitanti, che costituiscono un tutt’uno urbanistico con la città principale.
  • Riforma delle Province, che raggruppano comuni in territori omogenei non appartenenti ad una città metropolitana, la cui amministrazione sia retta da un governatore nominato dalla regione di appartenenza (eliminando quindi tutte le strutture di tipo politico, consiglio, giunta, assessori…)
  • Definizione chiara degli ambiti di governo del territorio, definendo come comune l’area urbanizzata, sottoposta alla gestione del sindaco, e come provincia tutto il restante territorio non urbanizzato nel territorio definito come ambito della provincia, sottoposto alla gestione esclusiva del governatore della provincia.
  • Semplificazione delle strutture politico/amministrative delle Regioni, in maniera da mantenere le attuali competenze riguardanti le competenze locali, con eliminazione degli statuti speciali, salvo che per quanto riguarda la preservazione delle minoranze linguistiche
  • Rafforzamento dello Stato nazionale, con la attuale struttura di poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario), con la gestione unitaria di tutti quei settori in cui è necessario assicurare la parità di trattamento fra tutti i cittadini:
  • istruzione: i cittadini studenti devono potersi trasferire in istituti dello stesso tipo su tutto il territorio nazionale usufruendo degli stessi insegnamenti e valutazioni
  • salute: i cittadini devono poter ottenere le stesse cure, con gli stessi tempi di attesa e lo stesso costo in tutte le strutture sanitarie della nazione
  • trasporti: il sistema di trasporto nazionale pubblico deve essere integrato e consentire qualunque tratta disponibile alle medesime condizioni economiche per tutti i cittadini
  • economia: il carico fiscale diretto ed indiretto deve essere direttamente proporzionale alla capacità contributiva di ogni contribuente, e uguale su tutto il territorio nazionale.

Riforma della composizione del parlamento e della legge elettorale:

  • Riorganizzazione del Parlamento bicamerale con diverso indirizzo per la proposta di leggi ma controllo incrociato dell’altra camera (tipo la camera discute le finanziarie e altre leggi riguardanti il funzionamento dello stato centrale, e il senato le leggi riguardanti le strutture periferiche, poi c’è un controllo incrociato da parte dell’altra camera)
  • Legge elettorale maggioritaria a doppio turno mutuata dall’attuale legge elettorale per i comuni maggiori: in ogni collegio tutti i candidati concorrono individualmente al primo turno, e i primi 2 vanno al ballottaggio previo apparentamento delle liste che li sostengono (ovvero si vota il nome e non la lista). A livello nazionale le liste concorrono per il premio di maggioranza per garantire una solida maggioranza in entrambi i rami del parlamento. Obbligo di residenza nel collegio in cui ci si candida (no candidature in più collegi), e di mantenimento per l’eletto di un ufficio aperto al pubblico nel collegio per accogliere personalmente le istanze degli elettori almeno 2 giorni alla settimana (sabato compreso). Collegi basati sulla popolazione, per un massimo di 60.000 elettori per collegio alla camera e 120.000 al senato, ovvero 1000 deputati e 500 senatori rispetto al censimento 2011. Per la riduzione delle spese meglio dare uno stipendo omnicomprensivo netto di 5.000€/mese, e collaboratori pagati direttamente dalle camere con contratti a termine legati alla legislatura.

Riforma fiscale:

  • Basata su un patto sociale che impegni le categorie all’abbandono dell’evasione fiscale a fronte di un impegno dell’amministrazione finanziaria alla riduzione del carico burocratico per la gestione degli obblighi fiscali (un giorno o due all’anno per calcolare e pagare le imposte, con assistenza gratuita da parte dell’amminnistrazione finanziaria, anche tramite convenzioni con i privati)
  • Possibilità per tutti di portare in detrazione tutte le spese documentate, con percentuali di detrazione ammesse personalizzate a seconda del reddito.
  • Imposta “flat” per le imprese con aliquota unica del 20%
  • Imposta forfettaria del 10% (che comprenda tutte le imposte e le tasse) per le imprese piccolissime (sotto i 100.000€ di fatturato) senza vincoli di età e di durata, con gestione in cloud della contabilità da parte dell’agenzia delle entrate, e supersemplificazione delle scadenze fiscali (1 giorno all’anno per fare la dichiarazione e pagare, eventualmente rateizzando nei 12 mesi successivi)
  • Riduzione della burocrazia per l’apertura e il mantenimento delle autorizzazioni alle imprese, e responsabilizzazione di coloro che sono tenuti ai controlli, con sanzioni penali per i mancati controlli e la corruzione.
  • Rimodulazione delle aliquote sull’imposta sulle persone fisiche per adattarle in modo personalizzato alle situazioni dei contribuenti, basando la personalizzazione sul reddito, sugli stili di vita e sui carichi familiari. Dopo una no tax area che comprenda la soglia di povertà relativa istat (es. famiglia d 4 persone monoreddito = no tax area 48.500€ stando agli ultimi dati istat) le aliquote saranno via via crescenti in base alla capacità contributiva e alle condizioni del territorio. Nell’era dei computer l’agenzia delle entrate può gestire tranquillamente anche 2000 aliquote, applicando quelle che si adattano alla situazione del cittadino/famiglia.
  • Introduzione del reddito minimo di cittadinanza, pari al valore della soglia di povertà relativa ISTAT (ultimo dato disponibile 1.011,03€)
  • Sanzioni penali per gli evasori fiscali, modellate sulla base delle pene esistenti negli USA. Per me l’evasione fiscale è un crimine con una ricaduta sociale persino maggiore dell’omicidio.

Riforma del lavoro:

  • Istituzione del salario minimo legale, legato al reddito minimo di cittadinanza ed aggiornato periodicamente; la mia proposta è di 7€ l’ora. Il salario minimo legale deve valere per ogni tipo di rapporto di lavoro, anche in nero, e la sua mancata applicazione deve poter essere perseguita penalmente anche d’ufficio.
  • Generalizzazione del contratto a tempo indeterminato come unico contratto per tutti i rapporti di lavoro stabili, con le seguenti eccezioni:
    • Apprendistato: fino a un max di 24 mesi, e limitato al primo inserimento di un lavoratore in una nuova tipologia di lavoro (del tipo che se ho già lavorato per un call center se cambio, o se cambia l’appalto, non posso ricominciare come apprendista da zero).
    • Sostituzioni di maternità e simili.
    • Lavori stagionali veri, come i balneari o in agricoltura.
  • Superamento delle varie formulazioni dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, estendendo la tutela dai licenziamenti senza giusta causa a tutti i lavoratori, ma definendo con attenzione quali casi sono da considerare giusta causa e quali no, diminuendo la discrezionalità del giudice.
  • Estendere a tutti i lavoratori l’indennità di disoccupazione, parametrata rispetto al reddito minimo di cittadinanza e allo stipendio percepito (es. per 12 mesi 80% dello stipendio, poi a scendere fino ad arrivare al reddito minimo di cittadinanza) integrata con un progetto di reinserimento in cui il lavoratore si deve impegnare.

 

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One Thought to “Il mio programma elettorale”

  1. enrico betti

    approvo e condivido

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