Con Linux la convergenza fra Internet, mobile e TV – parte 1

smart TV 2010

In questo articolo (che vorrebbe essere il primo di una serie sull’argomento) vorrei analizzare da alcuni punti di vista, non convenzionali, la principale tendenza degli ultimi anni della cosiddetta elettronica di consumo, ovvero la convergenza in atto fra l’informatica, e in particolare la rete Internet, le telecomunicazioni, ed in special modo gli smartphones, e gli apparecchi televisivi e la TV.
Prima di procedere mi scuso per l’uso di molti termini tecnici in questo articolo, e invito i lettori a far ampio uso di Wikipedia per approfondire i contenuti tecnici.

Stiamo assistendo in questi ultimi mesi ad una forte promozione da parte dei principali produttori di televisori delle funzionalità di “Smart TV”, ovvero della possibilità di connettere i televisori ad Internet tramite la connessione ADSL di casa per usufruire dei principali servizi Web come Facebook o You Tube, di accedere a nuovi canali televisivi non lineari trasmessi in streaming su IP, o anche di navigare sul Web tramite browser più o meno completi.
In alcuni casi come ad esempio Samsung è anche possibile selezionare questi servizi tramite un app store, molto simile come funzioni agli app store disponibili per gli smartphone.

Possiamo quindi dire che si sta realizzando un fenomeno di convergenza fra Internet, cellulari e televisori, per cui la rete, perlomeno nei suoi servizi principali, diventa accessibile praticamente da ogni dispositivo: PC desktop, notebook e netbook, tablet e smartphone, e infine televisori.

dispositivi digitali

Da un altro punto di vista invece la TV si sta ibridando, generando “canali” non lineari fruibili da TV ma solo con una connessione ad Internet, in quanto non vengono trasmessi via etere, ma in streaming sulla rete.

Infine sulla rete da ormai alcuni anni è possibile usufruire di servizi tipicamente telefonici, come il voice over IP.

Vorrei sviluppare qui un aspetto che mi sembra relativamente poco evidenziato in questo panorama, ovvero che questa confluenza è stata resa possibile dalla convergenza architetturale realizzatasi negli ultimi anni fra tutti questi dispositivi, sia per quanto riguarda l’hardware che soprattutto per quanto riguarda il software.

Ho in questo momento davanti a me un netbook, ho in mano uno smartphone android, ed è acceso nella stessa stanza un televisore LCD; in tutti i casi questi oggetti contengono una CPU ARM, una certa quantità di memoria non volatile NAND e di memoria DDR, e infine tutti questi dispositivi usano un sistema operativo embedded [1]  derivato da Linux/Unix.

Volendo con le giuste competenze è possibile scrivere dei software in grado di funzionare sia sul PC che sul televisore che sul cellulare, avere lo stesso gioco piuttosto che lo stesso browser, o magari scoprire che lo stesso virus ha infettato tutti i miei dispositivi.

Se mi è consentito estremizzare, la mia tesi è che questa convergenza è stata in ultima analisi resa possibile dall’intuizione di un giovane finlandese, ormai circa 20 anni fa, con la creazione di Linux e l’esplosione del software Open Source.

Linux, nelle sue varianti embedded, è ormai il cuore della maggior parte dei dispositivi dell’elettronica di consumo, dai televisori ai cellulari, dalle automobili fino a diversi elettrodomestici che troviamo nelle nostre case o nelle nostre tasche.
Nel prossimo appuntamento vorrei approfondire le potenzialità dei vari dispositivi grazie all’utilizzo delle applicazioni convergenti.
Francesco Romeo

[1] Per “embedded” si intende un sistema operativo che non viene visto direttamente dall’utilizzatore dell’apparecchio qualunque esso sia.

Pubblicato il 10.5.2011 su Mentinfuga.com

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