Almaviva, ovvero la narrazione del mondo non è la realtà

La storia di Almaviva, per come si è sviluppata finora e continua a procedere, mostra plasticamente lo scollamento fra la narrazione che fanno i media della realtà che ci circonda e la la realtà stessa.

Chi di voi, miei fedeli 12 lettori, mi sa dire qualcosa di quanto è successo in questa azienda nel corso del 2017?

Qualcuno ricorderà vagamente che a Natale 2016 alcuni dipendenti di Almaviva potrebbero essere stati licenziati, ma poi nulla più.

Forse 1 o 2 avranno saputo che Almaviva ha vinto importanti commesse di aziende pubbliche e private, ma nulla più.

Facciamo una piccola cronistoria, limitandoci all’ultimo anno:

22 dicembre 2016: al termine di una travagliata procedura Almaviva licenzia 1.666 dipendenti della sede di Roma, “rei” di non avere accettato, tramite le loro RSU, le proposte aziendali e governative per la riduzione dei trattamenti economici sotto al livello del CCNL, e il controllo a distanza individuale. Questi lavoratori non rientreranno più a lavoro con Almaviva.

23 febbraio 2017: i lavoratori Almaviva di Napoli accettano l’accordo nei termini rifiutati dagli ex colleghi di Roma, congelando scatti di anzianità e TFR (di fatto abbassando lo stipendio sotto i minimi del CCNL), e accettando il controllo a distanza individuale. La regione Campania si impegna a finanziare la formazione dei dipendenti.

24 maggio 2017: anche i lavoratori di Palermo accettano il medesimo tipo di accordo, che crea un dumping interno sia all’azienda che nei confronti delle altre aziende del settore. Anche in questo caso la regione Sicilia si fa carico di finanziare interventi di formazione.

Veniamo alle ultime notizie: 10 ottobre 2017. I lavoratori della sede Almaviva di Milano dicono NO al referendum per la ratifica dell’accordo, firmato dalla Fistel CISL, che riproduce i termini degli accordi accettati nelle altre sedi.

I sindacati inviano una lettera all’AD di Almaviva chiedendo di aprire una trattativa sul dumping salariale, credendo sia giunto il momento di invertire questo andazzo.

la risposta dell’azienda non si fa attendere: 65 lavoratori vengono trasferiti alla sede di Rende

Avete ascoltato queste notizie nei telegiornali? Lette sui principali quotidiani? Nooo??

Ma come mai? I media non ci raccontano la realtà?

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