Wind Tre annuncia l’esternalizzazione del call center 133 – Sciopero il 14 giugno

Il 22 maggio si è tenuto un incontro fra i vertici aziendali, le segreterie nazionali e territoriali delle organizzazioni sindacali confederali e il coordinamento RSU di Wind Tre.

Durante l’incontro l’azienda ha annunciato un progetto di esternalizzazione, sotto forma di cessione di ramo d’azienda, del servizio 133 ovvero del primo livello di contatto dei clienti 3. Questo servizio viene oggi svolto tramite call center interni dislocati in 4 città, Genova, Cagliari, Roma e Palermo, e in questi lavorano 916 persone, quasi tutte con anzianità e professionalità molto elevate, in quanto gestiscono questo servizio dalla fondazione di 3.

Vendesi 900 famiglie Wind Tre

I sindacati hanno subito espresso una forte contrarietà a questo progetto, che non trova giustificazione in difficoltà economiche, visto che i numeri che sono stati forniti nel corso dello stesso incontro sono decisamente positivi.

Noi lavoratori abbiamo subito iniziato a programmare iniziative di contrasto a questo progetto, convocando assemblee in tutte le sedi Wind Tre sul territorio nazionale, facendo volantinaggi informativi, e organizzando manifestazioni e flash mob nelle città sedi dei call center.

Presidio Wind Tre a largo Apollinaire

Pubblicato da Francesco Romeo su Sabato 27 maggio 2017

In questo video Geppy Cucciari spiega molto bene le nostre ragioni

Dopo aver espletato senza esito le procedure di raffreddamento previste dalla legge che regolamenta gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, i sindacati hanno proclamato uno sciopero nazionale dei dipendenti Wind Tre per l’intero turno di lavoro del 14 giugno 2017, con successiva astensione dalle prestazioni supplementari, straordinari, reperibilità e lavori programmati notturni fino al 25 giugno successivo.

dichiarazione sciopero wind tre 14 6 2017Personalmente auspico una partecipazione totale dei miei colleghi allo sciopero e all’astensione dalle prestazioni supplementari, in quanto questo annuncio mi sembra solo la prima mossa di una strategia volta alla ricerca spasmodica di una riduzione del costo del lavoro in Wind Tre, basata su esternalizzazioni, esodi incentivati e chissà in futuro cos’altro.

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