La tassa di Google, la net neutrality e l’arte della manutenzione di Internet

Un amico mi ha invitato ad esprimere un parere sulla proposta francese (o franco-italiana) di tassazione delle grandi multinazionali del web rispetto ai profitti prodotti nei singoli stati in cui agiscono.

Iniziando a leggere ed a ragionare su questo argomento ho visto che si sta intersecando con argomenti simili ma ad esso scorrelati, su cui in questo periodo ci sono delle proposte, come la condivisione dei profitti dei cosiddetti OTT (ovvero sempre le suddette aziende nel gergo degli operatori telefonici), o la creazione di accordi separati dei suddetti con gli operatori telefonici e di rete per la gestione separata del loro traffico.

Prima di tutto vorrei fare un po’ di tassonomia: la Internet è un insieme di reti informatiche fra loro interconnesse; nei punti di interconnessione avviene normalmente anche il conteggio del traffico e la sua fatturazione in modo da compensare fra ingresso e uscita, e infine tutti coloro che sono collegati nei punti terminali, siano essi produttori o consumatori, pagano un canone o il consumo al proprio fornitore d’accesso (immaginate la “bolletta” di Google…). In generale il traffico viene trattato come una quantità indistinta di bit, senza discriminare fra i contenuti trasportati (net neutrality).
Passando poi al vecchio caro diritto societario, in genere un’azienda paga le tasse dove ha la sua sede legale.

Allora, sembra che tutto questo non vada più bene, perlomeno ad alcuni soggetti che si sentono penalizzati da tutto questo, ovvero le nazioni che non hanno grandi aziende Internet da tassare, e le compagnie telefoniche che con la voce facevano tutto in casa, mentre con il Web sono diventate solo una parte dell’ecosistema.
Quello che ignoro sono le dimensioni economiche dei vari mercati, ovvero quello dell’accesso, quello degli ISP e quello totale degli OTT, ma quello di cui sono sicuro è che si tratta alla fine di un unico sistema, in cui tutti sono strettamente interdipendenti, quindi in cui è necessario un equilibrio a lungo termine, affinché tutti possano prosperare e crescere.
Ad esempio mi pare di capire che le compagnie telefoniche dicano che non possono fare gli investimenti per lo sviluppo di maggiori capacità di trasporto senza un contributo degli OTT, ma d’altra parte se questi ultimi non avessero la giusta remunerazione non ci sarebbero più contenuti interessanti e non servirebbe più avere una rete più potente, e via così.

Mi piacerebbe su questo argomento poter approfondire, soprattutto con il contributo di voi lettori, quindi sono benvenuti tutti i commenti, grazie.

alcuni link interessanti sull’argomento:

http://www.corrierecomunicazioni.it/tag/over-the-top

http://www.key4biz.it/News/2011/06/15/Net_economy/Google_Tax_over_the_top_Google_YouTube_DailyMotion_Facebook_203925.html

http://punto-informatico.it/3535565/PI/News/etno-due-velocita-rete.aspx

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