Esternalizzazione del call center 133, come è andata a finire

Ê più di un mese che non aggiorno il sito, chiedo scusa, ma le varie attività, soprattutto sindacali, hanno avuto il sopravvento, e quasi sempre mi sono ritrovato a crollare stanco e assonnato appena rientrato a casa, e ho trascurato il blog.

Cerchiamo di rimediare, facendo un sunto della vicenda relativa all’esternalizzazione del 133, purtroppo avvenuta nei giorni scorsi. Aver lottato insieme alle colleghe e ai colleghi della sede di Roma per cercare di fermare questa cosa mi ha fatto conoscere delle bellissime persone, e mi ha insegnato molto sulla dignità del lavoro.

Bene, riandiamo indietro nel tempo:

venerdì 9 giugno è stata notificata alle organizzazioni sindacali, e alle RSU delle sedi coinvolte, l’apertura formale della procedura di cessione di ramo d’azienda del call center 133 a Comdata. In base alla legge vigente da quella data sono partiti i 25 giorni di tempo per eventualmente giungere ad un accordo sulle condizioni di tale cessione, prevista per i primi di luglio.

Questo scrivevamo nelle mail mandate a tutte le lavoratrici e i lavoratori Wind Tre:

“NOI NON CI STIAMO! Questa cessione potrebbe essere solo una fase di un piano più ampio di riduzione del personale, iniziata con gli esodi incentivati e proseguita con questa cessione.

Per questo SCIOPERIAMO mercoledì 14 in tutta WIND TRE per tutta la giornata, e a partire dal 14 fino al 25 ci ASTENIAMO DA REPERIBILITÀ, LAVORI PROGRAMMATI NOTTURNI, STRAORDINARI.

MERCOLEDÌ 14 MANIFESTEREMO TUTTI INSIEME SOTTO LA SEDE DI ROMA IN VIA VIOLA, per ribadire la nostra contrarietà a questa operazione e a tutte le operazioni contro il perimetro aziendale. Una delegazione raggiungerà anche la sede dell’evento “Telco per l’Italia” a cui partecipa anche Maximo Ibarra, per presentare anche in quella sede le nostre posizioni.”

Dopo lo sciopero del 14, bello e partecipato in tutte le sedi, sono iniziati gli incontri con le aziende per la procedura di legge.

Manifestazione Palermo
Manifestazione Genova
Manifestazione Roma

Il giorno dopo, 15 giugno, c’è stato il primo incontro fra sindacati e aziende previsto dalla procedura di legge nel caso delle esternalizzazioni, che da fino a 25 giorni in cui le parti possono trovare un accordo per le garanzie da offrire ai lavoratori esternalizzati.

Tutte le organizzazioni sindacali si sono subito dichiarate contrarie all’esternalizzazione, quindi indisponibili ad un accordo nel periodo della procedura. Comdata, presente al confronto con il capo del personale Mureddu, ha presentato le sue attività in Italia (circa 9.600 persone impiegate di cui circa 7.000 dipendenti), e all’estero, con un numero totale di persone impiegate nel mondo di quasi 42.000.

Wind Tre ha spiegato che dall’inizio della procedura di cessione per via degli incentivi all’esodo il perimetro del servizio in fase di cessione è passato da 912 a 682 persone: 263 a Cagliari, 172 a Palermo, 134 a Genova e 113 a Roma.

L’azienda ha anche affermato che il termine della procedura, visti i tempi brevi nella convocazione dell’incontro, era diventato il 25 giugno, e che il 5 luglio sarebbe previsto in ogni caso il passaggio effettivo delle persone sotto Comdata.

L’incontro è terminato con un aggiornamento della discussione al 20 giugno successivo, con la volontà di Wind Tre di giungere in ogni caso ad un accordo sindacale, nonostante la contrarietà dei sindacati stessi.

 

Sabato 17 giugno, in mezzo a tanto impegno per la situazione in Wind Tre, si è svolta la manifestazione della CGIL contro la reintroduzione, in maniera anche peggiorativa, dei voucher su cui era stato fissato il referendum poi annullato dopo l’abolizione di questo istituto, poi però reintrodotto nella cosiddetta “manovrina”.

Manifestazione 17 giugno contro i nuovi voucher

E’ stata una manifestazione molto partecipata nonostante il giorno e il gran caldo, credo ci sia stato oltre un milione di partecipanti, in quanto lo spezzone di corteo in cui ero non è riuscito nemmeno ad entrare in Piazza San Giovanni.

Il 20 giugno si è tenuto il secondo incontro nell’ambito della procedura di legge. Le due aziende hanno meglio esplicitato i trattamenti che intendono applicare alle persone che passeranno (nelle loro intenzioni) in Comdata dal 5 luglio. In particolare si è parlato di durata del contratto commerciale fra Wind Tre e Comdata, e delle garanzie per i lavoratori (7 anni), della disponibilità di Comdata a mantenere per loro il Fondo di Solidarietà, e di una sorta di buonuscita di 6 mesi di stipendio una tantum per coloro che passeranno in Comdata.

I sindacati con diverse sfumature hanno ribadito la loro contrarietà alla cessione, in particolare CGIL e CISL hanno ribadito di non essere disponibili a firmare accordi durante la procedura di legge, per permettere ai lavoratori di impugnare legalmente la cessione, ma che, posti di fronte all’ineluttabilità della cessione sono disponibili a trattare condizioni di maggior favore per i lavoratori interessati.

Alla fine questa è stata la linea che è stata accettata da tutti, tant’è che le OO.SS. sono state tutte convocate in Confindustria per il 26 e 27 giugno.

E infine, dopo la scadenza della procedura, si è fatto l’accordo di salvaguardia, nella sede di Confindustria, dopo un confronto durato oltre 36 ore consecutive.

L’accordo è stato siglato dopo il termine della procedura di legge, per rimarcare il fatto che le organizzazioni sindacali restano contrarie a questa operazione, ma che hanno voluto tutelare le lavoratrici e i lavoratori con delle clausole aggiuntive rispetto a quanto previsto dalla legge.

In particolare nell’accordo sono stati coperti i seguenti punti:

  • Garanzie occupazionali per la durata del contratto di appalto,  7 anni.
  • Mantenimento della sede di lavoro, intesa come ambito comunale.
  • Accettazione di richieste di incremento orario per i PT da 4 e 5 ore a 6 ore
  • Salvaguardia in caso di recesso anticipato del contratto fra Wind Tre e Comdata prima dei 7 anni o di mancata conferma alla scadenza.
  • Mantenimento Fondo Sanitario Wind Tre, con modifica dello statuto sociale del Fondo.
  • PDR erogato da Wind Tre per il primo semestre 2017, poi si passa a quello di Comdata.
  • Ticket 6 euro.
  • Mantenimento organizzazione del lavoro e orari per 1 anno, quindi sarà necessario un accordo sindacale per eventuali modifiche.
  • Mantenimento Fondo Telemaco.

Comdata si è impegnata ad assumere 60 FTE (quindi fino a 120 persone in part time a 4 ore) prendendoli dal bacino ANPAL tra coloro che sono esperte nella gestione del contatto con il cliente. ANPAL è l’acronimo di Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, e vi sono confluiti anche le persone licenziate da Almaviva a Dicembre 2016.

In cambio della garanzia di non intraprendere cause nei confronti di WindTre la proposta dell’Azienda è un conguaglio pari a 9.5 mensilità. Ogni singola lavoratrice e ogni singolo lavoratore avrà tempo fino al 20 Luglio 2017 per accettare il conguaglio oppure sarà libero di intraprendere le vie legali per opporsi a questa cessione.

L’accordo è stato discusso e votato dalla stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, ed è stato approvato con larghissima maggioranza.

Non vi nascondo la mia tristezza per questo epilogo, probabilmente dato per scontato da molti, ma che abbiamo cercato di scongiurare in tutti i modi permessi dalla legge a noi lavoratori. I nostri colleghi del 133 per quanto mi riguarda rimangono colleghi anche dopo il “cambio di casacca”, e come RSU vigileremo sul comportamento futuro di Wind Tre nei loro confronti.

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